All’inizio del ‘900 l’obiettivo primario del settore agricolo era l’incremento produttivo, risultato raggiunto grazie al progresso dell’industria meccanica, chimica e biochimica. Tutto ciò ha però avuto importanti conseguenze sull’ambiente. Per rendersi conto dell’entità di tale impatto, basta pensare che per produrre e commercializzare 1 tonnellata di insetticida ne servono mediamente 7-8 di petrolio!

In particolare questo processo ha modificato l’ecosistema, portando ad esempio a una maggiore resistenza dei parassiti, alla semplificazione della biodiversità, all’appiattimento del paesaggio attraverso le grandi piantagioni a monocoltura.

Per questo oggi si sta rivolgendo maggiore attenzione e per certi versi recuperando la filosofia del “biologico”. Nel campo dell’apicoltura può definirsi un’attività a regime biologico quella che:

     non utilizza molecole chimiche, ma solamente organiche;

     non prevede nutrizioni artificiali se non previa autorizzazione dell’ente certificatore;

     si avvale di sistemi di lotta integrata “biomeccanici” (asporto di covata, telaini indicatori trappola, blocco di covata, etc.) per combattere malattie come la varroasi.

Ogni bravo apicoltore tuttavia sa che per produrre un miele veramente biologico ci sono molti fattori da considerare: non solo il rispetto delle normative che regolano il biologico e i relativi adempimenti burocratici, ma ad esempio anche la collocazione degli alveari in zone prive – nell’arco di oltre 3 km – di colture trattate con sostanze chimiche che possono inquinare il miele, oppure la costruzione delle arnie solamente in materiali naturali.

Questi aspetti spesso scoraggiano gli apicoltori, ma alle loro esitazioni si contrappongono gli indubbi vantaggi di tipo sia ambientale, sia economico dell’apicoltura biologica.

Innanzitutto produrre miele biologico è l’unico modo per salvaguardare la salute delle api, delle colture (l’uso massivo di pesticidi danneggia e indebolisce le colonie, ostacolando l’impollinazione) e di conseguenza dell’uomo.

Anche dal punto di vista economico i benefici sono evidenti: il consumatore oggi è sempre più attento alla lettura delle etichette e alla scelta di prodotti biologici, soprattutto quando si tratta di prodotti di nicchia come il miele. Perciò convertire la produzione da tradizionale a biologica può richiedere inizialmente alcuni sforzi, ma rivelarsi in seguito molto conveniente.